Spaghi

10 Anni di Famiglie in Rete!

Una coprogettazione consolidata tra azienda Ulss e Cooperativa Kirikù

A dieci anni dall’avvio del progetto “Famiglie in Rete”, gli attori coinvolti nel progetto “famiglie in rete” quali Ulss 2 – Distretto di Asolo con la cooperativa Kirikù, Comuni e Famiglie del territorio, hanno ritenuto importante dedicarsi un momento per fare il punto sullo stato dell’arte e immaginare le prospettive future della progettualità stessa. In merito è stato organizzato e promosso il convegno “Famiglie in rete – Tracce di un’esperienza”, evento patrocinato dal comune di Montebelluna, che si è tenuto sabato 14 aprile presso l’Auditorium della Biblioteca comunale.

Attraverso diversi interventi, si è voluto narrare cosa ha significato per gli attori coinvolti il progetto “Famiglie in Rete” e quali ricadute ha avuto nel territorio.

Anche la cooperativa kirikù, attraverso la voce del presidente, Mauro Gazzola, ha voluto evidenziare la propria esperienza. Ve ne riportiamo uno stralcio…

Provo un po’ di disagio adesso riportare la discussione su un tema più generale, dopo la condivisione anche di pezzi di vite, di esperienza, dove si sente che è stato messo anche il cuore in quello che si è fatto e sicuramente molte emozioni che hanno segnato la storia di molte persone.

Sono Mauro Gazzola, sono presidente della cooperativa Kirikù, oggi rappresento anche il Consorzio Intesa che gestisce da 10 anni, in partenariato, questo progetto.

Quello che mi chiedevo, di fronte a questa mattinata, è anzitutto “cosa siamo diventati noi facendo quello che abbiamo fatto?” Guardando un po’ indietro – un percorso sicuramente lungo e intenso, fatto poi concretamente di operatori che hanno cooperato col servizio pubblico, con le amministrazioni comunali, con tante famiglie della rete, che poi è il succo del progetto – ho scoperto che questo progetto ci ha allenato a diventare più prossimali, ad allenare quella vocazione del privato sociale, ad essere nel territorio, ad essere persone inserite, impastate con il territorio, a diventare sempre di più anche quel partner ideale per un progetto strutturato in questo modo, dove in modo ordinato, si valorizzano le risorse del territorio. Le “famiglie in rete” non è un’invenzione di una teoria, è la forma che prende la sostanza dei nostri territori. Perché la forma è la sostanza. Se un progetto Famiglie in Rete ha avuto questo successo è perché questa è la modalità migliore con cui il nostro territorio ha la possibilità di esprimersi e darsi forma. Questo lo dico, perché mi sollecita un’altra riflessione: se questa è la modalità migliore, significa che noi non possiamo tradire questo progetto, un bambino o una bambina che viene al mondo, è destinatario di una promessa, la promessa che qualcuno si occuperà di lei o di lui, la promessa che qualcuno avrà cura di lei o di lui. Questa promessa è insita anche in questo progetto delle Reti di Famiglie. Abbiamo fatto la promessa di esserci con le nostre risorse, con le nostre energie, con il nostro modo di stare, ognuno – come diceva il dott. Borsellino – secondo ruoli diversi, con uno stile di orizzontalità e di prossimità, ma ognuno col suo specifico ruolo; abbiamo fatto la promessa di esserci e dobbiamo mantenerla, perché il tradimento è la cosa peggiore che una persona può vivere nella sua vita. A tal proposito, per sottolineare come questa è la sostanza del nostro territorio, vi porto solo un esempio. Prima son stati citati presidenti illustri e meritevoli, e anche filosofi. Anch’io ho una persona illustre da citare, che non sa neanche di essere citata, è la signora Iole di Crocetta del Montello. La signora Iole circa 8-9 anni fa suona il campanello della comunità per minori di crocetta e mi dice “Ho sentito che qua ci sono dei ragazzi in difficoltà, e ho pensato che d’estate un ragazzo sta meglio se ha anche qualcosa da fare e se è impegnato, se è coinvolto. E siccome io sono anziana – aveva ottant’anni – avrei bisogno di una persona, che mi dia una mano con i fiori: a dar da bere alle piante, a spostare le campane, , ecc.., Io non ce la faccio, però io potrei dirgli cosa fare e gli do anche una mancia.” Ecco, per tre anni abbiamo dato una mano a questa signora e i ragazzi andavano contenti perché si prendevano anche la mancia. Questa signora senza professionalità, senza un mandato pubblico, autonomamente ha espresso ciò che è, cioè prossimale, ha espresso il modo, che lei probabilmente ha appreso dal suo territorio, dalla sua famiglia, dal suo modo di stare al mondo. Questo è tutto il senso di questo progetto. Lei ha messo in atto ciò che noi operatori, ci abbiamo messo anni a capire:, non serve una professionalità per essere prossimale, essa aiuta magari a fare sintesi, a coordinare, a rilanciare e a dare voce nei luoghi adatti. Questa signora ha autonomamente costruito qualcosa che, secondo me, è di esempio straordinario per quello che stiamo dicendo.

Per concludere: io credo che questa mattinata è importante ma potrà essere significativa nel momento in cui noi ci metteremo la faccia e vorremo dare peso alle parole che abbiamo usato, mantenere le promesse che ci siamo fatti.

L’ultima cosa che mi sento di dire chiaramente, è un ringraziamento a tutti per l’operato, un ringraziamento al dott. Borsellino a nome di tutto lo staff dei servizi, un ringraziamento alle amministrazioni e territori, alle famiglie che mettono a disposizione la loro generatività; e la mettono a disposizione in un progetto che sicuramente non è sempre facile. Questo è un percorso che chiede delle fatiche, ma che sicuramente può garantire la cura, la tutela e la protezione, ma anche lo star bene di tanti nostri ragazzi e ragazze, di tante nostre famiglie che si mettono a fianco e che, magari, passano un periodo di sofferenza e di difficoltà.

Quindi io auguro a tutti un buon lavoro e di poter rivederci ancora, magari tra 10 anni, a un momento come questo, dove siamo qui a ridirci la bontà e a ringraziarci l’un l’altro per quello che è stato. “

Dopo le parole del presidente di Kirikù, che esprimono con semplicità e chiarezza la passione di quanti hanno operato, vi diamo appuntamento per i prossimi aggiornamenti su questo progetto e in particolari per raccontarvi quanto avvenuto al convegno delle reti famiglia avvenuto il 18 novembre 2018. A presto!

 

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