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Centri estivi Kirikù: un modo diverso di vivere l’estate

La Cooperativa Kirikù da sempre coglie le sfide educative che i territori presentano nel tentativo di intraprendere un cammino di cambiamento positivo senza stravolgere la loro natura ma cogliendone la bontà e coltivandola insieme agli attori del territorio stesso.

Per questo motivo penso che il covid-19 ci abbia fatto tremare ma non cadere.

In questo senso abbiamo accolto le richieste da parte dei vari Comuni che ci hanno chiesto degli spazi estivi per i bambini sicuri, sereni e divertenti.

Ci siamo interrogati a lungo su come riuscire a proporre qualcosa nel nostro stile educativo dovendo rispettare dei paletti strutturali apparentemente insormontabili. Grazie anche alla supervisione con il pedagogista Marco Tuggia siamo riusciti a trasformare quei paletti in opportunità, come?

Il numero contenuto di bambini per gruppo da restrizione è diventato vantaggio perché ha permesso all’animatore di conoscere e far conoscere i bambini più a fondo e per garantire loro un ritorno alla socializzazione più graduale ed equilibrato.

E le mascherine? Ah, è stato impegnativo abituarsi e far abituare i bambini a questa scomoda presenza ma tutti gli animatori erano consapevoli dell’importanza del dispositivo e della necessità di introdurre ai bambini questo nuovo modo di essere vicino agli altri. Molte volte è stato richiesto loro di fare attenzione, di non usare la mascherina come arma da lancio, come benda per gli occhi, come un oggetto dimenticato sopra al banco. Le stesse volte questi rimproveri sono stati accompagnati da motivazioni chiare, semplici ma soprattutto vere.

Proporsi in modo autentico senza infondere paure insensate ha aiutato operatori e bambini nell’accettazione di qualcosa che non faceva parte della nostra quotidianità.

Anche il mantenimento delle distanze ci ha creato non pochi dubbi. In realtà dopo un primo momento di sconforto ci siamo resi conto che molto si poteva fare guardando le cose da un altro punto di vista.

Come? Invece di tavoli divisi abbiamo creato un’unica grande isola centrale così che tutti i bambini potessero guardarsi negli occhi e sentirsi parte di un gruppo seppur a distanza. Le gite le abbiamo trasformate in bellissime camminate all’aria aperta nel Comune, la merenda è diventata in un pic nic sotto gli alberi ognuno disteso nel proprio asciugamano.

Un modo sicuramente diverso di vivere un centro estivo ma, forse, non così male.

Tutto questo lavoro ha richiesto conoscenza delle regole, condivisione delle stesse con genitori e bambini, collaborazione stretta e costante con i Comuni e penso, anche un po’ di coraggio; non un coraggio eroico ma un coraggio quotidiano nell’affrontare i propri timori personali per riuscire a trasmettere ai bambini sicurezza e fiducia nel futuro. È lo stesso coraggio che abbiamo chiesto loro mandandoli a scuola oggi, in questo settembre che è stato così incerto.

Sono convinta che i bambini che quest’anno abbiano frequentato i centri estivi siano arrivati davanti a quelle porte chiuse da tanti mesi con qualche strumento in più nello zaino: si sono abituati all’importanza della mascherina, conoscono il valore del lavarsi le mani e cos’è l’igienizzante, si sono allenati a stare insieme agli altri nonostante le distanze e hanno incontrato adulti che non fossero i loro genitori con cui condividere momenti di divertimento, dubbi, arrabbiature, stanchezza e tanto altro.

L’estate ormai si è conclusa, e noi di Kirikù ringraziamo tutte le famiglie e le amministrazioni che si sono fidate e affidate ai nostri servizi.

Buon inizio a tutti, bambini e adulti!

Costanza Crema

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