Comunità esterno

Comunità Diurna per Bambini e Ragazzi: accoglienza e concreto sostegno alle famiglie.

Quando si parla di Comunità è facile cadere nel pregiudizio. Le notizie fuorvianti degli ultimi tempi e l’immaginario che si è costruito vede ragazzi parcheggiati in enormi edifici, tra abusi di potere di assistenti sociali, giudici in malafede e cooperative che con la loro accoglienza vogliono fare business. Ovviamente la realtà non proprio è questa!
Girorà” la Comunità Diurna per Minori gestita dalla Cooperativa Kirikù si chiama e deve questo nome all’educatore che per primo ha pensato a questa struttura, Giuseppe Rossi (Gi-useppe Ro-ssi Ra-gazzi), assieme agli altri operatori del territorio.
Nella pratica è una piccola casa, immersa nel verde del parco dell’ex Pontello a Crocetta del Montello. Da fuori è un’abitazione come molte altre: un bel giardino, qualche bicicletta, fiori, un’amaca tra due alberi. Anche al suo interno a prima vista sembra un semplice alloggio: una grande cucina e una super sala da pranzo; la sua particolarità sta nel fatto che non ci sono letti. I ragazzi infatti trascorrono con gli educatori solo il tempo dopo la scuola, fino all’ora di cena, dal lunedì al venerdì. In tutto ci sono circa una decina di bambini, bambine e giovani dai 6 ai 18 anni, provenienti da nuclei famigliari che si trovano in una situazione di momentanea difficoltà di alcuni dei territori dell’USLL 2 e dintorni. I ritmi scanditi sono simili a quelli di ogni famiglia: dopo la scuola si mangia insieme, ci si rilassa un po’, si fanno i compiti per il giorno dopo, a tardo pomeriggio merenda e poi tutti a casa. D’estate o durante le vacanze invernali c’è invece più tempo per qualche uscita, andare in piscina o fare qualche giorno via da casa tutti assieme. A Girorà si vive la vita quotidiana, con l’attenzione a curare gli aspetti educativi. Non vi sono laboratori creativi, ma attività e momenti di spazio personale che gli educatori creano ad hoc per quel minore e i suoi bisogni, dedicandogli uno spazio di relazione privilegiata e personale. La relazione diventa un importante strumento per dar vita ad un legame, sia tra i ragazzi stessi sia con gli educatori, che crea benessere, che offre spazi di confronto e che dà sostegno e pone regole e limiti indispensabili per la maturazione del ragazzo.

Nella vita di tutti giorni a Girorà, oltra a noi educatori, ci sono diverse le persone che ci danno una mano: i volontari di Servizio Civile che ci sostengono nelle gestione della quotidianità e i volontari dell’Anteas (Associazione Volontari) che ci danno una mano con i trasporti, con la preparazione dei pranzi o creando spazi creativi.

Il modello su cui di fonda il lavoro educativo della comunità, si basa su una iniziale conoscenza della famiglia e del contesto nella quale è inserita. Questa fase pone le basi per un progetto personalizzato e condiviso, che si inserisce a sua volta all’interno di un pensiero educativo che riguarda il gruppo in cui il minore è inserito. Le periodiche supervisioni pedagogiche e psicologiche garantiscono l’efficacia degli interventi.

Gli obiettivi del nostro aiuto sono decisi in maniera condivisa, con le famiglie e con i Servizi territoriali che, come noi, hanno a cuore il benessere di tutti i membri della Comunità. Si tratta di progetti costruiti insieme: nascono infatti dal pensiero che la situazione di momentanea difficoltà che queste famiglie attraversano può essere risolta solo accompagnando e valorizzando le risorse che le famiglie stesse hanno al loro interno. Ogni bambino ha il proprio progetto che si basa sui bisogni, sulle risorse e sulle caratteristiche della propria famiglia, non è solo il minore ad essere accolto, ma tutta la sua famiglia con la propria storia.

Facciamo inoltre attenzione a coinvolgere il territorio in“ questo processo, creando o valorizzando le reti che possono sostenere questi nuclei e aiutare la creazione di un contesto di serenità e integrazione per tutti i suoi membri. La nostra esperienza ci ha mostrato come i “vicini” possano davvero dare valore aggiunto ai progetti ed essere risorsa grazie alla quale costruire una rete di sostegno reale ai nuclei famigliari che possono così ritornare ad una situazione di benessere.

Girorà, e le Comunità diurne in generale, possono davvero rappresentare un valido strumento per le famiglie per ritornare ad una situazione di benessere ed affrontare le difficoltà in maniera condivisa, superandole con l’aiuto di tutti, degli educatori, dei Servizi e delle risorse del Territorio. È un progetto non solo nostro, ma di tutta la Comunità, in cui ognuno con la propria vicinanza solidale può fare la sua parte!

Elisa Guizzo

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