Social Day

Il Social Day è un progetto internazionale di animazione territoriale che unisce cittadinanza attiva e volontariato attraverso il coinvolgimento di giovani, adulti, scuole, aziende, enti pubblici e associazioni in azioni concrete di responsabilità sociale e solidarietà. Il Social Day viene organizzato ogni anno ad aprile, durante questo evento che si svolge per un’intera giornata, i ragazzi partecipanti scelgono di svolgere un’attività presso un privato, un’azienda, un ente, un’associazione disponibili a far svolgere loro un’attività in cambio di un’offerta che verrà interamente devoluta al sostenimento di progetti solidali scelti dai ragazzi stessi. Kirikù è attivamente impegnata nel coordinamento delle attività del Social Day e nella formazione e accompagnamento dei ragazzi partecipanti nella provincia di Treviso con focus specifico nelle aree del Montebellunese, dell’Asolano, di Vidor e Valdobbiadene e nella Castellana fin dal 2013.

COS’È SOCIAL DAY?

Il Social Day è un’esperienza di cittadinanza attiva e volontariato delle giovani generazioni. Si realizza in un sabato (e in un venerdì) d’aprile, in una data comune per tutti i partecipanti, si tratta di una giornata in cui i ragazzi si impegnano a realizzare lavori/attività sul territorio destinando i proventi del loro impegno a progetti di cooperazione nazionale e internazionale, in rete con altri gruppi sul territorio nazionale.

Nella mattinata lavorano i ragazzi delle scuole (primaria e secondaria) che hanno aderito all’iniziativa e nel pomeriggio si aggiungono i ragazzi dei gruppi informali del territorio.

La finalità del Social Day è la raccolta fondi da destinare a progetti solidali; ma si tratta anche e soprattutto di promuovere, in una giornata simbolica, l’azione di una Comunità sensibile in cui le giovani generazioni coinvolgono tutto il territorio ad attivarsi in iniziative solidali. Il concetto di solidarietà, come fattivo impegno a favore degli altri, si traduce in un’attività lavorativa che porta frutti concreti. I giovani diventano protagonisti di una diversa modalità di relazione: al centro del proprio fare c’è qualcun altro, che non conoscono, ma che possono aiutare, nello spirito dell’“agire localmente, pensare globalmente”.

Ma c’è un altro aspetto fondamentale: il coinvolgimento del territorio. I ragazzi vengono messi in luce per la loro azione positiva, d’impegno per gli altri e gli adulti si lasciano contagiare da una gioventù generosa verso il prossimo. La valenza sociale del progetto è quindi molto importante: un’occasione per il territorio di crescere in partecipazione e cittadinanza attiva.

LA STORIA DEL SOCIAL DAY

L’esperienza scandinava e tedesca

A metà degli anni ’60 gli studenti svedesi organizzarono il primo “Give a day for Dag”, una giornata di lavoro solidale a favore del prossimo, in memoria del segretario delle Nazioni Unite, Dag Hammerskjöld, morto nel 1962 in un incidente aereo. Hammerskjöld nella sua vita si era distinto per il grande impegno a favore della pace e del riscatto delle persone oppresse in tutto il mondo, costituendo un esempio per le giovani generazioni. L’appuntamento divenne annuale e prese il nome di “Operazione Dagsvaerk”.

Molti altri paesi nel mondo, come USA e Brasile, esportarono l’idea di questa giornata solidale.

Nel 1998, l’associazione Schueler Helfen Leben trasferì per prima questa buona prassi in Germania, organizzando “la settimana dell’incontro” e nell’ambito di questa settimana ebbe luogo il primo “Social Day”. Fu un grande successo: parteciparono circa 35.000 studenti e studentesse, guadagnando 700.000 euro. Il “Social Day” ebbe luogo regolarmente ogni due anni, ottenendo grandissimo risultati ed ampliando, di anno in anno, il coinvolgimento degli studenti sul territorio.

Nel 2006, l’evento coinvolse per la prima volta tutta la Germania: parteciparono circa 200.000 studenti con un guadagno di 2 milioni di euro circa.

Da allora l’evento continua ad aver luogo ogni due anni e a coinvolgere migliaia di giovani.

Il Social Day in Italia

L’idea del Social Day italiano nasce nell’estate 2006 dal Gruppo Vulcano, associazione di volontariato attiva dal 2002 nel vicentino con lo scopo di promuovere la partecipazione giovanile nel territorio, utilizzando strumenti innovativi ed originali. Il Social Day italiano, riadattando il progetto originario alle caratteristiche del contesto locale, mira ad incentivare un processo capace di produrre mutamento sociale; non un semplice evento sporadico, ma un percorso in grado di proporre a tutti i ragazzi una sperimentazione diretta del volontariato: non tanto e non solo “mettendo mano al portafoglio”, ma innanzitutto mettendosi in gioco in prima persona. È una modalità semplice e diretta per rendere concreto un messaggio solidale ed educare le giovani generazioni alla partecipazione. L’esperienza bassanese iniziata nel 2006, dopo tre edizioni, si è allargata all’intera provincia di Vicenza e dall’anno successivo si è ulteriormente ampliata coinvolgendo anche la provincia di Treviso (2011-2012-2013), Verona (2011) e Padova (2013). Dal 2012 aderiscono anche alcune realtà di Lombardia, Trentino e Toscana.

Kirikù e il Social Day

Il Social Day è uscito dai confini del bassanese per la prima volta nel 2011 e nel 2013, per garantire al meglio l’organizzazione e la supervisione sui fondi raccolti è stato costituito un sotto coordinamento della provincia di Padova e Treviso, con la partecipazione della Cooperativa Kirikù, dell’associazione NATs per… Onlus e dell’associazione Fratelli dell’Uomo.

I RISULTATI DEL SOCIAL DAY DAL 2013 AD OGGI

Il Social Day 2013
Il Social Day 2014
Il Social Day 2015
Il Social Day 2016
Il Social Day 2017
Il Social Day 2018
Il Social Day 2019
Il Social Day 2020

Cos’è il Social Day

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