Ristrutturiamo il futuro

Con la nuova comunità diurna di Montebelluna, dai la possibilità a bambini e ragazzi di costruirsi il loro futuro e sostieni i loro genitori in un momento di difficoltà.

Ristrutturiamo il futuro

Con la nuova comunità diurna di Montebelluna, dai la possibilità a bambini e ragazzi di costruirsi il loro futuro e sostieni i loro genitori in un momento di difficoltà.

20% Raccolto

€ 140.000 Obiettivo

I semi per nascere e crescere hanno bisogno di terra, acqua, sole. I bambini e i ragazzi hanno bisogno di credere in se stessi, di qualcuno che si prenda cura di loro e di luoghi da abitare. Far star bene i bambini, vuol dire fare bene anche i loro genitori.

Per questo motivo servono le comunità diurne: per supportare concretamente le famiglie lavorando con bambini e ragazzi affinché possano dare il meglio di se stessi e per sostenere i genitori nell’educazione dei figli affinché abbiano tempo per rimettere in sesto la propria vita.

Sostieni le famiglie in difficoltà del trevigiano. Perché i bambini e i ragazzi devono sognare e costruire il loro futuro e perché è giusto aiutare gli adulti in difficoltà.
Contribuisci anche tu alla ristrutturazione della nuova comunità diurna di Montebelluna.


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Banca Prealpi San Biagio
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IT72Y0890461820044000001386
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Kirikù Società Cooperativa Sociale Onlus
Causale:
Donazione liberale

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    La comunità educativa diurna è una casa che accoglie ragazzi e ragazze dagli 8 ai 18 anni che vivono un momento di difficoltà e hanno bisogno dell’accompagnamento quotidiano degli educatori. È un servizio offerto dalla nostra cooperativa per supportare le famiglie in momenti particolari di vita.

    Il servizio è offerto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00.
    I ragazzi tornano a casa ogni sera per cena, mentre nel fine settimana e nelle festività rimangono con i propri familiari.

    I genitori sono pienamente coinvolti nel progetto educativo pensato per il proprio figlio/a. Vengono accompagnati nel valorizzare le capacità e le risorse personali dei figli e rinforzati nelle proprie capacità genitoriali.

    In comunità si vive insieme la quotidianità, momenti di impegno (scuola e lavoro) e momenti di svago in cui ognuno può scegliere e praticare l’attività sportiva o ricreativa che già pratica o che sceglierà di praticare.

    L’accoglienza del ragazzo è sempre concordata con i servizi Sociali del Comune e specialistici dell’Ulss di residenza della famiglia.
    La strutturazione dei momenti di vita comune cerca, per quanto possibile, di riproporre uno stile di tipo familiare.
    Durante il periodo scolastico i bambini e ragazzi accolti frequentano le lezioni presso gli istituti scolastici di provenienza, per giungere poi in comunità e vivere insieme il momento del pranzo.

    Come a casa, successivamente, i ragazzi svolgono i compiti e fanno merenda per poi partecipare alle varie attività sportive o di altro genere che hanno scelto di praticare.
    Alla sera gli educatori, dopo un pomeriggio passato insieme, riportano i ragazzi a casa.
    Nel periodo estivo si passano insieme anche le ore del mattino e si aggiungono gite divertenti e formative, nelle quali mettere in campo e maturare le proprie abilità relazionali e di gruppo.

    La vicinanza dei ragazzi agli educatori, che li conoscono e hanno a cuore le loro “sfide” quotidiane offre a loro e alle loro famiglie nuove opportunità. Questa sinergia e collaborazione tra famiglie dei ragazzi ed educatori rimette in circolo la speranza per il futuro e la capacità di affrontarlo con nuovi strumenti… e con fiducia!

    Finalità della comunità diurna

    • Prevenzione delle situazioni di disagio e di allontanamento familiare
    • Promozione delle funzioni educative e genitoriali della famiglia
    • Attivazione delle risorse istituzionali e informali presenti nel territorio

    Obiettivi

    • Tutelare il diritto del minore a crescere nella propria famiglia e nel proprio territorio
    • Permettere al ragazzo di rivisitare e ridefinire l’immagine che ha della realtà che lo circonda e di se stesso
    • Garantire ritmi e tempi favorevoli all’espressione dei propri bisogni e disagi
    • Supportare lo sviluppo della capacità di espressione e di gestione delle proprie emozioni e del proprio vissuto, positivo e/o negativo, attraverso il confronto con l’educatore
    • Promuovere i percorsi di autonomia personale (in base all’età)
    • Creare una rete di supporto territoriale al fine di favorire l’inserimento e la socializzazione del ragazzo nell’ambiente in cui vive