Il 19 aprile è Social Day: 120 giovani in 4 Istituti della Marca “al lavoro” per beneficenza

L’iniziativa di cittadinanza attiva è attiva nel trevigiano dal 2011: il ricavato andrà a progetti solidali

Sono ben 120 gli studenti che quest’anno hanno dedicato la loro mattinata scolastica di venerdì 19 aprile al Social Day, iniziativa internazionale promossa nella Marca dalla Cooperativa Kirikù di Montebelluna e che prevede una giornata di cittadinanza attiva e volontariato in cui i ragazzi si impegnano a realizzare piccole attività lavorative sul territorio, destinando i proventi a progetti di cooperazione nazionale e internazionale. Nell’edizione 2023 sono stati raccolti quasi 3mila euro. Gli istituti scolastici della Marca che quest’anno hanno sposato l’iniziativa sono il “Veronese” e “Einaudi Scarpa” di Montebelluna, il “Verdi” di Valdobbiadene e il “Galileo Galilei” Castelfranco.

Il Social Day si svolge in orario scolastico, quest’anno venerdì 19 aprile dalle 8 alle 13. Invece di andare in classe, i ragazzi e le ragazze che hanno dato la propria adesione all’iniziativa si recano nel loro “posto di lavoro”, proposto dai giovani stessi e concordato con il supporto degli educatori della Cooperativa Kirikù. Si tratta spesso di esercizi commerciali oppure bar o aziende, ma anche privati che hanno proposto piccoli lavori domestici come il riordino del garage oppure il taglio del prato. Giada per esempio ha lavorato nella gelateria sotto casa, mentre Tommaso ha aiutato il vicino con un trasloco, altri hanno aiutato a servire caffè nei bar o a sistemare i libri a scaffale in libreria. Al termine della mattinata, la realtà ospitante ha effettuato il pagamento (in via elettronica) dello “stipendio” direttamente al progetto solidale del territorio – scelto in fase di progetto con la partecipazione dei ragazzi e ragazze coinvolti –, che configurerà come donazione e risulterà quindi anche deducibile fiscalmente. Una mole di lavoro, quella fatta dai ragazzi, che l’anno scorso ha potuto raccogliere ben 2.660 euro a fronte di 100 giovani coinvolti: quest’anno quindi si prevede un ricavato ancora maggiore. Tra i progetti finanziati quest’anno ci sono per esempio la costruzione di un dormitorio in Tanzania per favorire la scolarizzazione di bambini e bambine oppure l’accompagnamento di giovani indios della Foresta Amazzonica a percorsi di studi universitari. In questo quadro risulta preziosa la collaborazione degli Istituti scolastici – il Liceo “Angela Veronese”, l’ I.I.S. “Einaudi-Scarpa” di Montebelluna, l’I.S.I.S.S. “Giuseppe Verdi” Valdobbiadene di Valdobbiadene e l’IPSIA “Galileo Galilei” di Castelfranco –, poiché vista la nobiltà dell’iniziativa i partecipanti sono stati registrati in classe come presenti (dunque il Social Day non configura come un giorno di assenza) ed erano coperti dall’assicurazione scolastica.

Il Social Day è un’iniziativa internazionale nata in Germania nel 1992 e approdata in Italia per la prima volta nel 2006 a Bassano del Grappa grazie al Gruppo Vulcano della cooperativa Adelante. Ora il progetto è attivo non solo nel vicentino ma anche in provincia di Treviso (dal 2011), in Lombardia, Trentino e Toscana, e a livello nazionale, solo nel 2023, ha raccolto 24mila euro di donazioni. Il progetto si traduce in una serie di azioni che vanno anche oltre lo stesso Social Day e si costruisce su una rete forte: ogni Social Team costituito all’interno di un istituto scolastico (formato dagli educatori e dagli studenti che hanno partecipato all’organizzazione) fa parte di un Board territoriale che a sua volta lavora spalla a spalla con una associazione nazionale inserita nel SAME – Solidarity Action Day Movement in Europe.

“Il Social Day è un modo diverso di fare scuola, perché permette di tradurre in esperienza e azione concreta l’inclinazione e l’interesse naturale che molti giovani hanno per il sociale e la tutela del territorio” dichiara il presidente della Cooperativa Kirikù, Mauro Gazzola “Questa iniziativa li rende protagonisti a 360 gradi, perché non solo vengono formati al Social Day, ma si fanno anche promotori e promotrici con i loro compagni per ampliarne l’adesione, e si attivano in prima persona per cercare la realtà ospitante in cui prestare servizio: entrambi modi con cui misurarsi con delle responsabilità. Così fanno esperienza di cittadinanza attiva e scoprono la soddisfazione di impegnarsi per la comunità o per un progetto in cui credono”.

“Se si dovesse definire il Social Day con tre parole potrebbero essere cooperazione, solidarietà e agire” spiegano gli studenti coinvolti nel Social Day. “Questa esperienza ti fa rendere conto di quanto sei privilegiato e di come dovresti essere grato di quello che hai; e poi si imparano delle cose e dei valori che a scuola è difficile imparare”.

L’iniziativa di cittadinanza attiva è attiva nel trevigiano dal 2011: il ricavato andrà a progetti solidali

Sono ben 120 gli studenti che quest’anno hanno dedicato la loro mattinata scolastica di venerdì 19 aprile al Social Day, iniziativa internazionale promossa nella Marca dalla Cooperativa Kirikù di Montebelluna e che prevede una giornata di cittadinanza attiva e volontariato in cui i ragazzi si impegnano a realizzare piccole attività lavorative sul territorio, destinando i proventi a progetti di cooperazione nazionale e internazionale. Nell’edizione 2023 sono stati raccolti quasi 3mila euro. Gli istituti scolastici della Marca che quest’anno hanno sposato l’iniziativa sono il “Veronese” e “Einaudi Scarpa” di Montebelluna, il “Verdi” di Valdobbiadene e il “Galileo Galilei” Castelfranco.

Il Social Day si svolge in orario scolastico, quest’anno venerdì 19 aprile dalle 8 alle 13. Invece di andare in classe, i ragazzi e le ragazze che hanno dato la propria adesione all’iniziativa si recano nel loro “posto di lavoro”, proposto dai giovani stessi e concordato con il supporto degli educatori della Cooperativa Kirikù. Si tratta spesso di esercizi commerciali oppure bar o aziende, ma anche privati che hanno proposto piccoli lavori domestici come il riordino del garage oppure il taglio del prato. Giada per esempio ha lavorato nella gelateria sotto casa, mentre Tommaso ha aiutato il vicino con un trasloco, altri hanno aiutato a servire caffè nei bar o a sistemare i libri a scaffale in libreria. Al termine della mattinata, la realtà ospitante ha effettuato il pagamento (in via elettronica) dello “stipendio” direttamente al progetto solidale del territorio – scelto in fase di progetto con la partecipazione dei ragazzi e ragazze coinvolti –, che configurerà come donazione e risulterà quindi anche deducibile fiscalmente. Una mole di lavoro, quella fatta dai ragazzi, che l’anno scorso ha potuto raccogliere ben 2.660 euro a fronte di 100 giovani coinvolti: quest’anno quindi si prevede un ricavato ancora maggiore. Tra i progetti finanziati quest’anno ci sono per esempio la costruzione di un dormitorio in Tanzania per favorire la scolarizzazione di bambini e bambine oppure l’accompagnamento di giovani indios della Foresta Amazzonica a percorsi di studi universitari. In questo quadro risulta preziosa la collaborazione degli Istituti scolastici – il Liceo “Angela Veronese”, l’ I.I.S. “Einaudi-Scarpa” di Montebelluna, l’I.S.I.S.S. “Giuseppe Verdi” Valdobbiadene di Valdobbiadene e l’IPSIA “Galileo Galilei” di Castelfranco –, poiché vista la nobiltà dell’iniziativa i partecipanti sono stati registrati in classe come presenti (dunque il Social Day non configura come un giorno di assenza) ed erano coperti dall’assicurazione scolastica.

Il Social Day è un’iniziativa internazionale nata in Germania nel 1992 e approdata in Italia per la prima volta nel 2006 a Bassano del Grappa grazie al Gruppo Vulcano della cooperativa Adelante. Ora il progetto è attivo non solo nel vicentino ma anche in provincia di Treviso (dal 2011), in Lombardia, Trentino e Toscana, e a livello nazionale, solo nel 2023, ha raccolto 24mila euro di donazioni. Il progetto si traduce in una serie di azioni che vanno anche oltre lo stesso Social Day e si costruisce su una rete forte: ogni Social Team costituito all’interno di un istituto scolastico (formato dagli educatori e dagli studenti che hanno partecipato all’organizzazione) fa parte di un Board territoriale che a sua volta lavora spalla a spalla con una associazione nazionale inserita nel SAME – Solidarity Action Day Movement in Europe.

“Il Social Day è un modo diverso di fare scuola, perché permette di tradurre in esperienza e azione concreta l’inclinazione e l’interesse naturale che molti giovani hanno per il sociale e la tutela del territorio” dichiara il presidente della Cooperativa Kirikù, Mauro Gazzola “Questa iniziativa li rende protagonisti a 360 gradi, perché non solo vengono formati al Social Day, ma si fanno anche promotori e promotrici con i loro compagni per ampliarne l’adesione, e si attivano in prima persona per cercare la realtà ospitante in cui prestare servizio: entrambi modi con cui misurarsi con delle responsabilità. Così fanno esperienza di cittadinanza attiva e scoprono la soddisfazione di impegnarsi per la comunità o per un progetto in cui credono”.

“Se si dovesse definire il Social Day con tre parole potrebbero essere cooperazione, solidarietà e agire” spiegano gli studenti coinvolti nel Social Day. “Questa esperienza ti fa rendere conto di quanto sei privilegiato e di come dovresti essere grato di quello che hai; e poi si imparano delle cose e dei valori che a scuola è difficile imparare”.